Dal diagramma Ensemble (riportato nell’immagine a corredo dell’articolo), appaiono evidenti i due elementi che caratterizzeranno il tempo della prossima settimana. Le diverse linee colorate al centro dell’immagine rappresentano la sostanziosa e lunga fase di discesa termica a cui assisteremo – dopo il picco caldo che si registrerà domenica – a partire da lunedì, mentre le altre linee colorate, collocate sulla base del diagramma, raffigurano le forti probabilità di precipitazioni attese soprattutto tra il 7 e il 10 di novembre.

Ci stiamo evidentemente apprestando ad un cambio radicale di rotta della stagione, che sembra ormai potersi configurare come l’avvio della “seconda parte dell’autunno”. Difatti, se finora possiamo ritenere che la stagione in corso abbia sostanzialmente scherzato, ora appare chiaro che si passerà ai fatti.

Ma cosa scatenerà questo cambio di marcia?

Sarà la mitica figura barica – il Vortice Polare – regina del semestre freddo, a far salire in cattedra l’autunno più crudo, quello che ad un tratto, quasi senza farsene accorgere, può cancellare la sottile e sfumata linea di demarcazione con la stagione fredda e travestirsi, in un batti baleno, da Caronte. Qui – per grazia di Dio – il traghettatore non potrà condurci all’inferno, ma solo all’inverno.

Un forte sbilanciamento del Vortice Polare verso il sud-ovest del continente, infatti, farà sprofondare aria molto fredda di origine artica verso la Spagna e a seguire fin verso il nord Africa. Il Mediterraneo occidentale, bersaglio successivo dell’irruzione nordica, farà il resto al fine di produrre maltempo sullo stivale italico per mezzo della ciclogenesi, ossia l’attitudine di un mare caldo, come il Mediterraneo, a produrre sistemi nuvolosi per contrasto con l’arrivo di masse d’aria di diversa estrazione.

Prima della fine della fase di acuto maltempo d’inizio settimana, giungerà, anche da noi, il primo, vero freddo stagionale, con valori minimi che tra il 10 e l’11 novembre potrebbero anche attestarsi attorno alla soglia dei 5°C.