Il freddo artico è arrivato puntuale, come d’altronde era nelle attese. Son mancate sin qui invece le precipitazioni, sebbene con questa configurazione anche questo fattore era stato ampiamente previsto. I fiocchi svolazzanti non ci sono stati su Castellana, ma rovesci di neve tonda si sono registrati al primo mattino nella vicina Santeramo, su alcune aree a ridosso delle province di Brindisi e Taranto  e su molti settori del basso Foggiano e del Gargano.

In effetti, finora la Puglia centrale è risultato il settore regionale meno interessato dal fenomeno dell’ASE (ampiamente descritto nell’articolo di ieri), quantunque anche nelle altre aree pugliesi in cui esso si è attivato è risultato meno intenso del previsto.

In queste ultime ore, tuttavia, l’Adriatic Snow Effect si è leggermente intensificato e infatti la copertura nuvolosa, seppur molto frastagliata, si è accentuata su gran parte della Puglia, tanto che nel corso della sera non possono ancora essere esclusi sparuti fiocchi di neve su tutta la regione, anche se a quote comunque superiori ai 300 mt.

Da domani potremo già iniziare a scorgere un’inversione di tendenza con la graduale attenuazione dei venti di Grecale (che oggi hanno soffiato fino a raggiungere raffiche superiori ai 40 Km/h e hanno reso l’Adriatico meridionale agitato) e con un aumento delle temperature massime, che comunque resteranno su valori ampiamente inferiori a quelli delle medie stagionali.

Domani resterà ancora attiva una nuvolosità variabile alternata comunque ad ampi spazi soleggiati, ma entro sera si andrà verso un generale rasserenamento.

Anche giovedì terrà la stabilità atmosferica, ma i venti piegheranno a Maestrale e tenderanno a far cessare definitivamente questa ondata di freddo, tanto da consentire ai valori massimi di tornare sopra i 10°C.

A medio termine s’intravede, al contrario, un possente scontro tra titani, l’Anticiclone atlantico e il Vortice Polare, le due figure bariche che rappresenteranno a lungo i due decisori delle sorti del tempo sullo scacchiere europeo. Sembra che in una prima fase (prima decade di dicembre) debba prevalere il primo, reimmergendoci in una noiosa fase tardo-autunnale con pochi eventi meteo da rimarcare e con ritorno ad un tempo un po’ più mite, sempre abbastanza stabile ma nuovamente più umido, mentre a seguire potrebbero finalmente maturare i tempi per gli sconvolgimenti meteorologici che da tempo si prefigurano e che le anomalie di questo autunno hanno già manifestato.