Se uscite di casa stamattina, copritevi per bene e non badate ai 4°C del termometro della vostra auto o al valore termico che compaia su qualsiasi altro monitor che evidenzi temperature dell’aria anche più alte. Si, perché, in realtà, quello che conta, sia dal punto di vista della percezione termica che da quello meteorologico, oggi è altro. Sul primo aspetto, sappiate che percepirete, per “Effetto Windchill” (Raffreddamento da vento), una temperatura variabile tra 0 e 1°C (freddo pungente); mentre, per ciò che attiene all’aspetto più tecnico, sappiate invece che quei 4°C (in realtà quindi 4 gradi in eccesso rispetto agli 0 gradi che servirebbero per la trasformazione in condizioni normali dell’acqua in ghiaccio (“congelamento”) sono fin troppi per vedere la neve scendere comunque.

Difatti, qualche fiocchettata svolazzante stamattina la stiamo osservando (e nel corso della giornata potremo ancora scorgere altri episodi simili), anche con temperature superiori agli 0°C perché il vento freddo di Grecale che ci sta interessando è particolarmente secco e la “Temperatura del bulbo umido” è sostanzialmente pari a 0°C. Ciò significa, senza scendere troppo nei tecnicismi fisici, che, se si dovesse scatenare una precipitazione (tale da far saturare, con la semplice evaporazione delle sue gocce lo strato d’aria stesso), la temperatura dell’aria (e delle gocce di pioggia) si abbasserebbe fino al valore del parametro suddetto, restando perciò sostanzialmente nevosa.

Tuttavia, sul fronte precipitazioni  nevose, assodato che siamo in presenza di condizioni termico-igrometriche favorevoli all’evento, quel che manca in realtà in questa seconda irruzione fredda della stagione è proprio l’umidificazione necessaria che si avrebbe invece in presenza di un’area depressionaria. Conseguentemente, i fenomeni sporadici, estremamente localizzati – e perciò definibili solo come “COREOGRAFICI” – che si stanno registrando in giro per la Puglia sono semplicemente quelli rivenienti dall’umidificazione che l’aria subisce passando dall’Adriatico per effetto dell’ASE (Adriatic Snow Effect), ovvero l’effetto che genera le classiche strisciate (o “trenini”) di nubi che prendono forma sul mare e si dirigono con le correnti in quota verso la nostra regione, dando, ove si addensano maggiormente, qualche breve ed isolato fenomeno nevoso.

Come pertanto già anticipato la scorsa settimana e dettagliato avant’ieri, non è – e non sarà – questa l’occasione – per gli amanti della neve – di godere appieno dell’appassionante e magico fenomeno dell’idrometeora bianca; tuttalpiù, è questa l’occasione per ritenere fortunate quelle aree ove quei trenini di nubi riusciranno, addensandosi (“Effetto Staü”, dal tedesco “incolonnamento”) a produrre qualche spolverata e/o sfiocchettata.

La situazione, a partire da domani, migliorerà decisamente, sia per lo spostamento più ad est del flusso freddo nordico sia per l’ulteriore incremento della pressione. Ritroveremo comunque fino al 31 dicembre ancora nubi di passaggio e freddo, specie notturno, con rischio elevato di forti brinate.