Un’ondata di maltempo così prolungata, come quella che stiamo vivendo ormai da quindici giorni (caratterizzata prima da gelo e neve, poi da pioggia e freddo), non si verificava sul nostro territorio da decenni.

E’ il segno inequivocabile di un’invernata d’altri tempi, che si paventava già da tempo – scrutando ciò che i sommovimenti del Vortice Polare sin da novembre lasciavano presagire – ma che non si immaginava potesse avere una così tale enfasi e per certi versi eccezionalità, senza pensare che dalla seconda decade di febbraio potrebbero aprirsi nuovi inquietanti scenari gelidi per il nostro continente.

Intanto, la pervicacia delle aree depressionarie sul Mediterraneo, foriere in alcune aree di persistenza di freddo e neve e in altre di piogge e fenomeni temporaleschi intensi, non accenna ancora a placarsi.

Difatti, dopo il temporaneo allontanamento dell’anomalia barica verso la Penisola Iberica, da domani la depressione mediterranea tornerà a muoversi verso est e nel week-end dispenserà altri importanti fenomeni, che raggiungeranno il nostro settore a partire dal pomeriggio di lunedì.

Cessata questa fase, da metà settimana potrebbe riaprirsi un capitolo freddo per l’Italia orientale, la cui entità tuttavia è ancora da identificare. Ci ritorneremo a partire da lunedì.