Non solo caldo in questi giorni, ma anche nuvole. Non quelle che potrebbero apportare le sospirate, preziose e rinfrescanti precipitazioni, ma solo quelle di tipo medio/alto che producono delle stratificazioni nuvolose, limitano in parte l’insolazione ma, malgrado ciò, non arrecano poi un percepibile sollievo nella sensazione di caldo opprimente per via della cappa nuvolosa che generano.

Insomma, per molti di noi non sono di certo positive le notizie che giungono dal meteo in questi giorni. Peraltro, oggi (con “soli” 34.8°C di massima) non è neppure la giornata peggiore sotto questo profilo, sia per effetto delle correnti a prevalente componente orientale (che trasportano aria dalla superficie marina, che in questo periodo è ben più fresca di quella terrestre), sia per effetto della minore incidenza della radiazione solare dovuta alla nuvolosità.

Non andrà invece così nel corso delle prossime 48 ore, quando conosceremo la parte peggiore di questa seconda onda di calore con temperature ancora più alte e condizioni di disagio fisico ancora più accentuate.

__037483___alta2Difatti, tanto per domani quanto per venerdì, oltre alla tipica compressione dell’aria dall’alto verso il basso (compressione = surriscaldamento), tipica dei regimi anticiclonici, risulterà determinante la provenienza delle correnti al suolo, le quali giungendo da sud o da sud-ovest (Ostro o Libeccio, oppure “Scurciacrôp”, detto alla castellanese), favoriranno anche un ulteriore surriscaldamento di tipo orografico, indotto cioè dalla morfologia del territorio.

Difatti, non solo le correnti proverranno dall’entroterra e non dal mare (risultando più calde già in origine), ma avranno un moto di caduta, scendendo di altitudine. Per un principio fisico, anche questo tipo di compressione indotto dalle correnti al suolo si aggiungerà all’effetto di compressione di tipo anticiclonico, finendo per incidere ulteriormente sul fattore termico.

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Le correnti al suolo previste per le ore centrali di giovedì 29 giugno

Unico motivo di sollievo in siffatte situazioni, sarà quello rappresentato dal fattore igrometrico. Difatti, è previsto un abbassamento del tasso di umidità, che nelle ore centrali del giorno toccherà punte minime del 25%, rendendo l’aria particolarmente secca, e conseguentemente limitando o annullando del tutto il fattore “afa”, che è al contrario la commistione tra elevate temperature, da un lato, e valori non contenuti di umidità relativa dell’aria (in termini di percezione bioclimatica), dall’altro.

Per questo, ci aspettano 48 ore di caldo torrido, dove con l’aggettivo non si intende tanto un grado di intensità maggiore del caldo, quanto una peculiarità dello stesso, che pone in rilievo la componente secca dell’ondata di calore, che in meteorologia si contrappone a quella umida, ovvero afosa.

Disquisizioni tecnico-linguistiche a parte, per poter respirare di nuovo dobbiamo attendere almeno la seconda parte di sabato, quando la ventilazione settentrionale, pur apportando inizialmente un temporaneo innalzamento dell’umidità e attivando perciò una maggiore sensazione di afa (ecco perché l’allerta meteo fino a sabato), determinerà comunque un abbassamento delle temperature, che rispetto alle massime delle prossime 48 ore (36/37°C), risulteranno più basse – entro domenica – di circa una decina di gradi.