Si sta concludendo proprio in queste ore l’afflusso più fresco da nord, che ha tenuto la colonnina di mercurio ben al di sotto della soglia dei 30 gradi nel corso degli ultimi 4 giorni. Da domani, invece, le correnti si affievoliranno ulteriormente e, pur restando mediamente orientate dai quadranti settentrionali, non riusciranno più ad impedire la risalita termica che imporrà la nuova offensiva dell’Anticiclone africano, accompagnata dall’inesorabile avanzata dell’ennesima onda di calore di matrice subtropicale.

Quali le cause?

Soprattutto due i fattori che provocheranno la terza levata di scudi del “mostro caliente” nord-africano dall’inizio dell’estate meteorologica.

  • Il riposizionamento – più a nord della media, e perciò in posizione anomala – dell’ITCZ (InterTropical Convergence Zone), ossia la linea di convergenza intertropicale degli alisei;
  • L’anomalia termica delle acque superficiali marine del medio Atlantico, rilevabile dall’SSTA (Sea Surface Temperature Anomaly).

Riguardo alla prima causa, va detto che la linea di convergenza intertropicale indica la zona d’incontro tra gli Alisei dell’emisfero Nord e quelli dell’emisfero Sud e serpeggia a cavallo dell’equatore. L’ITCZ varia la sua posizione nel corso delle stagioni, oscillando mediamente da qualche grado al di sotto dell’Equatore nel periodo invernale (linea blu nell’immagine seguente) ad un massimo di circa 18°/19° sopra l’Equatore nel periodo estivo (linea rossa), in risposta al maggiore o minore vigore della circolazione monsonica delle latitudini tropicali.

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Una ITCZ posizionata eccessivamente verso nord predispone ad una maggiore espansione degli anticicloni subtropicali e in particolare dell’Anticiclone africano verso il bacino del Mediterraneo e l’Europa centro-meridionale. L’immagine seguente mostra lo stato attuale della zona di convergenza intertropicale (aggiornato a fine giugno):

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Quanto alla seconda causa della preponderanza delle fasi anticicloniche subtropicali sul Mediterraneo, va rilevato che l’anomalia termica negativa delle acque superficiali dell’Atlantico (vedi l’immagine seguente) è in grado di attivare una sorta di lacuna barica sulle medesime aree con frequenti ondulazioni cicloniche, specie nelle aree ad ovest della Penisola Iberica.

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Tali ondulazioni sono poi responsabili delle risposte bariche di segno opposto (anticicloniche e calde) sulle aree immediatamente più ad est, come il Mediterraneo e Italia (vedi l’immagine seguente).

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Quali gli effetti?

Pertanto – e veniamo alle conseguenze pratiche di tali anomalie – ecco quel che dobbiamo attenderci sul nostro settore a partire da domani, giovedì 6 luglio:

  • Progressivo aumento delle temperature, con massime che nel weekend potrebbero sfiorare, o di poco superare, i 35°C;
  • Progressivo peggioramento delle condizioni di disagio fisico causate dall’afa;
  • Prosecuzione ad oltranza del periodo di siccità, che dura ormai da oltre 40 giorni (25 maggio) e che potrebbe prolungarsi ancora per altri 10-15 giorni.