La luce è una radiazione elettromagnetica. Significa che, anche se non ce ne accorgiamo, è in continuo movimento sotto forma di onde.

Noi siamo in grado di vedere solo una parte di queste onde di luce, cioè quella che forma i colori dell’arcobaleno. Essi sono: il rosso, l’arancione, il giallo, il verde, il blu, l’indaco e il viola. Ognuno di questi colori corrisponde a una diversa lunghezza della nostra onda di luce. Il blu, per esempio, si trova su una lunghezza più corta del rosso.

Quando il Sole è alto nel cielo, la sua luce deve attraversare una distanza più corta per raggiungerci. Per questo motivo di giorno vediamo la luce blu, che corrisponde a un’onda di luce più corta. Al tramonto, invece, il Sole si allontana e la sua luce deve percorrere più spazio per arrivare fino ai nostri occhi. Ecco perché vediamo il rosso e l’arancione: a noi arrivano soltanto le onde più lunghe, che corrispondono a questi colori.

Scendendo per un attimo più nello specifico, anzi nello scientifico, il cielo si colora perché è attraversato dalla luce solare. Come lo attraversa e cosa incontra lungo il percorso fanno la differenza. La luce è essenzialmente bianca e in condizioni ‘normali’, passando attraverso le molecole dell’atmosfera, è il blu che prevale all’occhio umano.

Questo è un fenomeno studiato approfonditamente dal fisico britannico John William Rayleigh (Scattering di Rayleigh), secondo il quale quando un raggio di Sole colpisce una molecola nell’atmosfera, si verifica il cosiddetto scattering, o dispersione, che invia alcune delle lunghezze d’onda luminose in diverse direzioni. Ciò accade milioni di volte prima che il raggio arrivi ai nostri occhi al tramonto. E a seconda di ciò che è accaduto alla luce prima di arrivare a noi, alcune di quelle lunghezze d’onda visibili non raggiungono neppure l’occhio. Parti di esse, difatti, sono assorbite e filtrate in atmosfera.

E ieri cosa è successo in particolare?

Ieri l’atmosfera presentava una concentrazione in quota di aerosol particolarmente alta (il cielo appariva lattiginoso) e la presenza di sottilissime stratificazioni, compresse dal regime anticiclonico e posizionate in maniera tale da formare una particolare inclinazione, hanno creato le condizioni per catturare più luce arancione e rossa e rifletterla fino a noi. Se a ciò si aggiunge anche che appare probabile un significativo aumento in atmosfera di pulviscoli residui causati dagli incendi degli ultimi giorni sul centro Italia (e trascinati fin sulle nostre teste dalle correnti portanti in quota da nord-ovest), ecco che il risultato è stato quello che tutti abbiamo potuto notare nello spettacolare tramonto di ieri, 30 agosto: un tramonto mozzafiato dai toni particolarmente accesi e coinvolgenti, che hanno tenuto molti con gli occhi incollati al cielo fino a quando la notte non ha preso il sopravvento ed altrettanti con il ditino premuto sulle fotocamere per immortalare una delle manifestazioni visive più suggestive che la Natura potesse regalarci.

downloadhgfjf.png