Novembre, se da un lato ha aperto i battenti con la medesima stabilità atmosferica con cui si è concluso ottobre, dall’altro ha reso evidente come, nonostante l’assenza di una configurazione barica tipicamente autunnale, l’inesorabile avanzamento della stagione stia comunque comportando un progressivo “decadimento” delle temperature, quanto meno di quelle notturne. Le minime delle ultime 48 ore sono infatti risultate inferiori agli 8°C (7.6 ieri, 7.9 oggi), valori medio-statistici di un novembre avanzato.

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Quel che manca è la pioggia

In ottobre si è accumulato meno della metà del quantitativo medio-statistico (-51.1%) e il deficit idrico tendenziale annuo al 31/10/17 ammonta al -18.7%, che equivale a dire che, anche qualora novembre e dicembre risultassero «normalmente piovosi», il risultato sarebbe comunque negativo per l’accumulo pluviometrico annuo finale. In questo caso, la cumulata 2017 si fermerebbe a poco più dell’80% del totale annuo medio-statistico.

Sperando in un’inversione di tendenza in questi ultimi 59 giorni dell’anno, vediamo quali prospettive ci sono – dati modellistici odierni alla mano – per il medio/lungo termine.

Le prospettive previsionali

Nel corso di domenica una saccatura nord-atlantica, direttamente alimentata dal Vortice Polare, prenderà corpo tra Arcipelago Britannico e Penisola Iberica e favorirà subito dopo l’inserimento nel bacino centro-occidentale del Mediterraneo di aria molto fresca, umida ed instabile, con conseguente formazione di un vortice di bassa pressione tra Golfo ligure e Mar di Sardegna, che gradualmente coinvolgerà, specie da lunedì 6 novembre, tutto il resto della penisola.

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In base a questa evoluzione, anche per noi, dalla prossima settimana, dovrebbe (usiamo il condizionale quasi per scaramanzia) aver luogo l’agognata svolta stagionale verso quella seconda parte dell’autunno, che – come vogliono i dati statistici – sarà quella più umida e piovosa di tutto l’anno.

Ora, posto che, come ben si sa, la meteorologia è basata su proiezioni probabilistiche e giammai su anticipazioni della realtà o visioni sul futuro, il dubbio è – e resterà ancora per qualche giorno – il seguente:

la fase perturbata dell’inizio della prossima settimana sarà una vera e propria svolta stagionale o soltanto un episodio di maltempo?

L’Anticiclone atlantico, meno forte e più defilato, induce ad essere ottimisti circa l’inizio di una fase, come minimo, meno avara di precipitazioni perché tale configurazione barica consentirebbe l’apertura di un varco tra l’oceano e il Mediterraneo tale, da un lato, da non generare blocchi all’origine di deviazione dei flussi perturbati, e, secondariamente, da ridurre gli intervalli tra successive ondulazioni cicloniche (leggasi fasi perturbate), con conseguente incremento del numero dei giorni piovosi. Va da sé, tuttavia, che nelle ultime settimane di rivolgimenti previsionali – dati anzitempo per acclarati e poi rivelatisi non veritieri – ve ne siano stati già molti, per cui la prudenza sul tema non è mai molta.

La crisi idrica

Le nostre terre, e soprattutto gli invasi da cui l’Acquedotto Pugliese attinge le sue risorse per permetterci un regolare rifornimento d’acqua potabile, hanno un urgente bisogno di benefiche piogge, anche perché (vedi diagramma allegato), le disponibilità idriche delle dighe di Monte Cotugno, Pertusillo e San Giuliano sono quasi ai minimi storici (come volume invasato netto) degli ultimi 15 anni e le Autorità di Bacino e l’ente Acquedotto Pugliese hanno già dichiarato che dal 10 Novembre prossimo vi saranno nuove misure di contenimento dei consumi a causa della perdurante siccità.

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La “buona notizia”

Non se ne dispiaccia, pertanto, chi detesta cieli grigi, ombrelli e aria umida, ma ogni stagione deve fare il suo corso, anche se a prezzo di qualche disagio in più. È per questo che c’è solo da augurarsi che questa devastante lunga coda del regime anticiclonico cessi per davvero entro la fine di questa settimana e che l’auspicio di un probabile deciso cambiamento del tempo a partire da lunedì 6 rappresenti per tutti una “buona notizia”.

Francesco Costante