Fanove, “prognosi” non ancora sciolta. Modelli matematici contrastanti, GFS vede il rischio della “nuvola fantozziana”

I momenti clou delle feste patronali castellanesi sembrano avere proprio nel loro DNA, se non il fattore pioggia, di sicuro il fattore “incertezza”.

Anche chi ha l’abitudine di consultare sullo smartphone la propria app meteo preferita, non avrà potuto fare a meno di notare come le previsioni per giovedì sera – la grande notte delle Fanove (327° anniversario della liberazione dalla peste) – abbia subito diverse fluttuazioni passando da previsioni di pioggia debole e con poca probabilità ad improvvisi ed insperati segnali di assenza di pioggia, per finire poi a nuove e consistenti minacce di precipitazioni.

Queste variazioni sono normalissime all’interno di un sistema caotico, qual è quello dell’elaborazione di un dato relativo alla fisica dell’atmosfera. In questi casi, non sono le app o i previsori meteo a sbagliare, ma – spiace scriverlo – è chi consulta questi strumenti con l’ottica di organizzare con certezza la propria vita o gli eventi futuri, subordinandoli interamente ad un dato probabilistico che in realtà è suscettibile di variazioni fino all’ultimo momento. La meteorologia è lo studio dei fenomeni che si verificano nell’atmosfera, non la trascrizione delle ipotetiche realtà future viste da maghi in una sfera di cristallo.

Chi pertanto sta cercando da questo articolo la risposta certa per sapere, sin da ora, se pioverà o no giovedì sera, può già smettere di leggere perché quella risposta non l’avrà.

Chi invece volesse entrare nel cuore e nei meandri della materia meteorologica predittiva (croce e delizia di chi se ne occupa giornalmente), allora sappia che il problema di giovedì sera è la netta suddivisione tra i modelli matematici a scala locale e il principale modello matematico a scala globale, l’americano GFS. Ad oggi, i primi inquadrano il periodo compreso tra le ore pomeridiane di giovedì e le prime ore mattutine di venerdì 12 in una – per Castellana – provvidenziale fase di pausa precipitativa, che si dovrebbe aprire tra il primo transito perturbato, il più intenso e certo, che avverrà domani (mercoledì) e la ritornante perturbata, che sarà invece in azione nel corso della seconda parte di venerdì (anche qui, processione a rischio? Probabilmente sì). Il modello GFS, al contrario, nelle ultime corse conferma un passaggio perturbato intermedio, in azione sul nostro comparto proprio tra il pomeriggio e la tarda sera di giovedì (giusto la classica nube fantozziana guastafeste), limitando in sostanza la pausa precipitativa solo a giovedì mattina e a venerdì mattina.

Qualcuno potrebbe ribattere, e non a torto, dicendo che: «Visto che i modelli a scala globale sono meno precisi di quelli a scala locale, perché preoccuparsi tanto di GFS, l’unico ad indicare pioggia dalle nostre parti»? In verità, quel modello, proprio in situazioni di flussi occidentali è in molti casi più preciso dei modelli locali, che talvolta non riescono ad identificare in modo equilibrato la morfologia del nostro territorio, finendo poi talora per falsare i valori precipitativi previsti o in eccesso o in difetto. Il modello GFS, invece, pur essendo meno preciso, ha il vantaggio di valutare con più congruità gli spostamenti delle masse d’aria provenienti da ovest, facilitando l’individuazione delle condizioni che rendono possibile l’evento pioggia, ostacoli orografici a parte. Per questo esso al momento mantiene ancora una maggiore affidabilità rispetto ai modelli locali, sebbene domani potrebbe o conformarsi ai modelli locali o – speriamo di no – essere questi ultimi a conformarsi a GFS.

Capisco di essermi dilungato oltremodo su disquisizioni anche troppo tecniche, ma ritengo che di tanto in tanto sia necessario condividere anche quelle che sono le problematiche di una previsione, che lungi dall’essere quel simboletto finale che ci appare quando clicchiamo sull’app preferita o sul sito prediletto, è al contrario la risultante di estenuanti ricerche e complicate valutazioni, oltre che di esperienza e studi microclimatici approfonditi, e, nonostante ciò, essa è sempre e comunque soggetta ad un esito che può anche risultare fallimentare. Come si diceva prima, la meteo è proprio per questo croce e delizia: tremendamente complessa ma irresistibilmente attraente.

A domani per nuovi aggiornamenti.

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