Il Trans-Siberian Express arriva in Italia, ferma breve anche in Puglia

Dopo le ultime emissioni modellistiche, sebbene l’arrivo di aria fredda da est resti pur sempre un rebus fino all’ultima ora, l’evoluzione relativa all’ondata di freddo siberiano, di cui parliamo ormai da settimane, appare ormai sufficientemente chiara.

La massa d’aria fredda sta irrompendo sull’Italia proprio in queste ore. Si presenterà al nord Italia con valori eccezionalmente freddi in quota (si parla di -12/-14°C a 850 hPa, ossia circa 1.400 metri di altitudine, con punte di -20°C in Alto Adige), mentre sul nostro territorio si stima che possa raggiungerci, alla stessa quota, un’isoterma di -6/-7°C. Tuttavia, considerata la caratteristica cosiddetta “pellicolare” dell’aria fredda di origine artico-siberiana, il freddo, e successivamente il gelo, si propagheranno con estrema facilità anche nei bassi strati e basterà un’isoterma di -5°C per identificare l’area più a nord della quale nevicherà sostanzialmente anche in pianura.

La massa siberiana, pertanto, investirà in modo diretto il centro-nord Italia, ove nel corso della prossima settimana si registreranno diverse giornate di ghiaccio (con temperature, anche di giorno, pari o inferiori agli zero gradi) su tutto il territorio, con valori minimi localmente inferiori anche ai -10°C!

La propagazione del nucleo gelido siberiano entro domattina avrà conquistato anche il nostro sud peninsulare, ove le nuove precipitazioni che raggiungeranno il nostro settore tra il tardo mattino e le prime ore serali risulteranno progressivamente sempre più a carattere nevoso a cominciare dalla Puglia settentrionale e a partire dalle alture.

Difatti, la formazione di una depressione tra Ionio e Grecia sta già in queste ore consentendo l’attivazione di un forte flusso di correnti di Tramontana che agevolmente permetteranno l’ingresso sul nostro territorio, anche nei bassi strati, dell’aria fredda di origine siberiana, con crollo dei valori termici, già in atto, ma più forte a partire dalla prossima notte.

Il periodo in cui Castellana potrebbe pertanto vedere delle nevicate, generalmente di moderata intensità, sarà quello compreso, in una prima fase, tra il tardo mattino di domani e domani sera. Più precisamente, si potrebbe ancora cominciare con la pioggia frammista a neve, per poi passare a precipitazioni completamente nevose entro il primo pomeriggio. Dalla sera, tuttavia, c’è già da attendersi un netto miglioramento delle condizioni meteo, ma con freddo in ulteriore accentuazione e rischio di forti gelate nella notte successiva, ossia quella tra lunedì e martedì.

Martedì partirà con il bel tempo ma con estese gelate e temperature minime che potrebbero sfondare la soglia dei -3°C, con evidente forte rischio di brinate e di solidificazione dell’eventuale neve caduta.

Entro il pomeriggio-sera di martedì, stando alle ultime elaborazioni modellistiche del modello americano (diciamolo pure, fin qui il più affidabile in assoluto), si aprirebbe forse la fase più interessante per noi con la possibilità della formazione di una depressione sul basso Tirreno, che ci esporrebbe a precipitazioni decisamente più intense, ma nevose a quote ancora da definire, difficilmente fin sul piano ma probabilmente solo oltre i 300 metri, se l’aria fredda giunta precedentemente riuscirà ancora a resistere nei bassi strati. In questo caso, potremmo accumulare 10-15 cm. di neve tra martedì sera e mercoledì mattina.

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Come si denota, tutto è perciò ancora in evoluzione e, come sempre in questi casi, le combinazioni per poter vedere un po’ di neve sul nostro territorio risultano dannatamente complesse e molteplici, e riuscire a stilare previsioni con netto anticipo risulta un’operazione più da maghi che da meteorologi, ed è per questo che nelle passate 48 ore Meteo Castellana non ha emesso aggiornamenti, se non nelle Previsioni automatiche, che risultano un buon prodotto, ma pur sempre un dato non mediato dal previsore professionista.

Ad ogni modo, ad ora, sembra che il nostro territorio stia per vivere più una cruda ma breve parentesi invernale che un evento storico. La storia, specie in termini di temperature bassissime, la vivranno soltanto le regioni centro-settentrionali italiane e quelle dell’Europa centrale; al contrario, la Puglia, dal 1° o dal 2 marzo, si ritroverà già fuori da questa situazione e sperimenterà un considerevole aumento delle temperature forse anche dell’ordine di 15 gradi! Se poi quella dei primi di marzo sarà solo una parentesi mite, benché ancora piovosa, prima di sperimentare nuovi sussulti dell’inverno post-Stratwarming, non lo possiamo certamente sapere ora. Di sicuro, rispetto a quel che sarebbe potuto succedere, vista l’enorme massa d’aria gelida che sta per riversarsi in Europa e su buona parte d’Italia, a noi sembrerà di vivere più una beffa che una straordinaria occasione per sperimentare finalmente le potenzialità di un inverno d’altri tempi. Dovremo accontentarci di quel che arriverà, ancora una volta.

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