Campagna anti-Fake news. La prossima settimana da noi il “caldo torrido” NON arriverà

Da qualche giorno web, Tv, radio e carta stampata continuano a spron battuto a soffiare sul fuoco. L’espressione non è solo figurativa, ma letterale. Annunciano, infatti, l’arrivo del gran caldo in Italia con i soliti termini pomposi e generalisti. Sarebbe mai stato possibile scrivere solo che l’«Estate torna a fare l’Estate»? Giammai! Troppo poco attraente un titolo normale! Meglio scrivere «Bolla calda africana», «Caronte», «Scipione» e via dicendo. Questi sì che sono titoloni ad effetto che tutti andranno a cliccare.

Fin da quando ho udito o visto le prime sparate (per usare un eufemismo) sui media relative ai fenomeni atmosferici (ancora prima, peraltro, che la mia deontologia professionale fosse arricchita anche dai criteri deontologici derivanti dall’essere giornalista) ho sempre ritenuto che i responsabili della diffusione delle informazioni meteorologiche, e delle previsioni in particolare, dovessero essere obbligati a fornire indicazioni corrette, esaustive, obiettive, non generaliste e il più possibile aderenti a ciò che le principali emissioni modellistiche offrono agli studiosi della materia, malgrado la meteorologia non sia una scienza esatta essendo improntata sul calcolo delle probabilità.

Oggi il mio parere non è difforme da quell’impostazione iniziale, ma con una piccola grande differenza. Talora, infatti, mi chiedo: è più responsabile del risultato della cattiva informazione meteo chi si beffa della deontologia professionale in ambito meteorologico pur di giungere al risultato imprenditoriale del lucro attraverso i clic oppure chi cade stupidamente nella trappola del titolone ad effetto o delle terrificanti figure mitologiche da inferno dantesco?

Mi farebbe piacere scoprire cosa ne pensi a riguardo la maggior parte degli utenti di questo sito. Il dibattito è aperto, sebbene, per quel che valga, io credo che «In medio stat virtus». Difatti, se da un lato può essere riprovevole che si persegua un fine commerciale di lucro a scapito della corretta informazione, è d’altro canto poco edificante, specie in tempo di “Fake news”, bersi come un bicchier d’acqua ogni riga, ogni immagine, ogni sproloquio non solo riveniente da internet, ma anche dagli altri mezzi di diffusione delle news meteo.

Ma allora, se questi sono i termini della questione, come riconoscere chi ha a cuore il corretto uso del mezzo divulgativo da chi lo usa invece quasi esclusivamente a proprio vantaggio? Risposta: con la verifica dei fatti.

Nei prossimi giorni, infatti, non servirà essere degli scienziati per capire che su gran parte della Puglia, così come su molte delle aree centro-meridionali adriatiche e ioniche, il gran caldo (o il caldo torrido, espressione tra l’altro che non è un rafforzativo del sostantivo ma una sua precisa categorizzazione relativa al grado di umidità) non arriverà. E la ragione è tra l’altro semplicissima da comprendere.

Il cuneo anticiclonico di matrice africana, che darà certamente filo da torcere in termini di caldo eccessivo su molte zone dell’Italia centro-settentrionale (ma soltanto versante ovest) e sulla Sardegna, avrà la classica forma a campana (vedi carta in basso) che abbraccerà soprattutto Isole Maggiori e centro Italia-versante tirrenico, lasciando più ai margini le aree come il Nord-Est e quelle dell’intero versante adriatico.

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Carta delle temperature previste per martedì 2 luglio a 850 hPa (circa 1.500 mt. di altitudine)

Male che vada, secondo la stragran parte dei modelli matematici, quello che ci aspetta perciò sarà un “normalmente caldo” inizio di settimana, e se per caldo normale significherà superare anche i 30 gradi o raggiungerne 32 o 33 (ché pure non sono pochi per chi soffre già a queste temperature), bisogna nondimeno ricordarsi che:

  • da domenica sarà luglio,
  • d’estate da noi fa caldo,
  • siamo non molto lontani dal Tropico del Cancro,
  • per parlare di caldo torrido bisogna superare almeno i 35 gradi ed avere una bassissima umidità.

A buon intenditor poche parole.

Francesco Costante

2 risposte a "Campagna anti-Fake news. La prossima settimana da noi il “caldo torrido” NON arriverà"

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  1. Nell’epoca del clic=visualizzazioni cioè qualche centesimo di euro in più da parte dei pubblicitari, i siti meteo poco seri ed in cerca di inutile notorietà logicamente sparano sempre grandi titoloni, molto spesso in contrasto fra loro a distanza di poche ore, a seconda del modello meteo seguito. Così per loro nascono le anomalie climatiche, gli eccessi di stagione, grandi piogge, temporali eccezionali etc etc. In realtà nella maggior parte dei casi si tratta di normali fenomeni che di tanto in tanto visitano le nostre terre il cui problema è l’invadenza umana che non crea il giusto sfogo alle medesime. Perciò invito tutti a seguire al massimo gli aggiornamenti quotidiani o al limite della fine della settimana, perché le previsioni dal terzo giorno in poi hanno un’affidabilità sempre più decrescente, secondo un modello geometrico-cubico a cui è meglio non affidarsi.

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