Super anticiclone europeo da record. Ma la cupola di alta pressione sarà trafitta dalla spada dell’Est

Dal weekend appena trascorso siamo, meteorologicamente, in una anomala fase di stallo anticiclonico su buona parte d’Europa. La cupola di alta pressione non consente sviluppo alcuno di nubi dalla Sicilia alla Finlandia, dalla Francia all’Ucraina. Il potente anticiclone, sviluppatosi come conseguenza indiretta di una fortissima ondulazione di segno opposto (ciclonica) in Atlantico, nel corso dei prossimi giorni subirà un ulteriore rafforzamento per effetto dell’immissione in quota di un forte contributo di aria calda di matrice subtropicale, che in un’area compresa tra Spagna orientale, Francia, Paesi Bassi, ma soprattutto tra Danimarca e Svezia, produrrà valori termici eclatanti con anomalie storiche che potrebbero raggiungere i 16°C a 850 hPa.

Storica anomalia termica positiva nel corso dei prossimi giorni sull’Europa settentrionale

Gli effetti saranno notevoli sulle aree direttamente interessate, con valori termici al suolo che potrebbero tallonare i 20 gradi e presentarsi quindi con scarti termici anche superiori ai 10/12 gradi!

Le aree italiane che subiranno i maggiori effetti di tale situazione saranno quelle centro-settentrionali in generale, unitamente a quelle del versante tirrenico, della Sardegna e di tutte le aree collinari e montuose, ove facilmente le massime si spingeranno oltre i 16/18 gradi.

Il nostro settore, ai margini di tale anomala configurazione barica, ne risentirà ugualmente, ma in termini più ridotti. A fronte della persistenza della stabilità atmosferica e di giornate (ore diurne) comunque più miti di quel che ci si aspetterebbe da uno dei periodi statisticamente più freddi dell’anno, sulla Puglia le anomalie termiche saranno più contenute di quelle riscontrabili in altre zone d’Italia, con temperature massime solo localmente superiori ai 15°C e comunque limitate più che altro alle aree più interne e collinari. Sicuramente più fresche, al contrario, le zone marittime, che risentiranno dell’azione di raffrescamento (tipica del tardo inverno/inizio primavera) del mare, che proprio in questo periodo raggiunge i suoi minimi annuali (relativamente alla temperatura superficiale delle acque) con il tratto del basso Adriatico a noi più vicino, ad esempio, che registra una temperatura compresa tra gli 11 e i 12°C (Fonte: Arpa Emilia Romagna).

Questa situazione durerà quanto meno fino a giovedì, con poche varianti per quel che riguarda sia la stabilità atmosferica che il campo termico. Da mercoledì, tuttavia, tenderanno gradatamente a manifestarsi anche ulteriori segnali concatenati alla persistenza del regime anticiclonico con una maggiore subsidenza ed un conseguente aumento del tasso di umidità. Tra mercoledì e giovedì, infatti, non mancheranno dense foschie e locali banchi di nebbia, specie nottetempo e al primo mattino, con possibilità di addensamenti nuvolosi temporanei al primo mattino causati proprio dal sollevamento dell’umidità o degli strati nebbiosi precedentemente formatisi.

Cosa accadrà da venerdì?

Permesso che ci sarà ancora tanto da verificare rispetto a quella che, come ipotesi modellistica, solo ora sta iniziando a prendere concretamente consistenza in termini di affidabilità previsionale, da venerdì di sicuro si andrà incontro ad un rinforzo delle correnti di Grecale con conseguente cospicuo abbassamento delle temperature con annullamento di qualsiasi anomalia termica positiva nel giro di meno di 24 ore e successiva entrata in un’anomalia termica di segno opposto, ossia negativa (più freddo del normale).

Quel che ancora appare incerto, quando non completamente fumoso, è l’eventuale complicazione atmosferica dell’afflusso freddo connesso alla prevista retrogradazione ciclonica a carattere freddo, che andrebbe a scorrere sul bordo orientale del potente anticiclone europeo tra sabato 23 e domenica 24, in una prima fase, e soprattutto tra il 26 e il 28 febbraio, in una seconda, così come lascia intendere il modello americano GFS.

Progressione del freddo da est a partire da venerdì 22 febbraio

E se nella prima fase appare abbastanza credibile che possa trattarsi solo di un paio di giornate fredde e molto ventose, ma senza particolari ulteriori conseguenze, la seconda fase (fine mese/inizio marzo) appare molto più critica e carica di quelle complicazioni atmosferiche, di cui prima si scriveva, che tradotte in soldoni non significano altro che crescenti ipotesi di neve fino a bassissima quota.

Scopriremo solo dai prossimi aggiornamenti quanto ci sia di concreto in quelle che per ora restano ancora ipotesi al vaglio dei meteorologi. Di certo, sappiate che l’inverno è ancora lontano dal dichiarare la sua resa, nonostante le apparenze e le illusioni che ci sta dando in questo inizio settimana.

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