Primavera, dall’errato stereotipo alla concreta realtà

Mi spiace per chi, ingenuamente, al primo solicello marzolino e al primo sfondamento della soglia dei 20 gradi, riteneva che “fosse fatta”. Purtroppo, abbiamo della primavera una concezione davvero approssimativa, quando non del tutto erronea, immaginando spesso che questa stagione vada avanti come in una progressione lineare: oggi 15 gradi e cielo nuvoloso, domani magari qualche raggio di sole e qualche grado in più, tra una settimana 20 gradi e sole pieno. Sbagliato! La primavera, specie nella sua prima parte (Equinozio/seconda metà di aprile) è tutt’altro fuorché un avanzamento dall’instabilità alla stabilità, dal freddo al clima gradevole. È, al contrario, una sorta di scatola contenente tutte le tipologie stagionali, dall’inverno all’estate. Proprio oggi, peraltro, ricorre il 16° anniversario della nevicata più tardiva che si ricordi a memoria d’uomo dalle nostre parti. Era l’8 aprile 2003 quando su Castellana e dintorni caddero dai 15 ai 20 cm. di neve, così come era solo l’anno scorso quando aprile si mostrò nella sua veste più calda degli ultimi 60 anni, registrando uno scarto termico dalla media di addirittura +4.8°C.


Primavera stagione di passaggio a lenta e tortuosa transizione

La primavera è per definizione stagione di passaggio, ma la transizione avviene il più delle volte a strappi, in maniera tortuosa e mai con gradualità, con periodi instabili e freddi alternati a momenti in cui anche quel primo caldo che si fa sentire non ha quasi mai modo di affermarsi compiutamente. Ad esempio, le piogge e i temporali di ieri (oltre 32 mm. di pioggia accumulata) e di oggi di quella primavera come la si intende genericamente (a colori pastello e uccellini che cinguettano) hanno davvero poco o nulla.


Dall’attuale fase piovosa al riaccendersi dell’interruttore dell’instabilità, passando dalla tregua delle prossime 48 ore

L’attuale fase instabile, dopo la riacutizzazione del maltempo di questo pomeriggio e delle prime ore serali di oggi, vivrà una relativa tregua tra domani e dopodomani. Per martedì si apriranno frequenti ed ampie schiarite, anche se con aria mossa da fresche e tese correnti di Maestrale, mentre per mercoledì, a fronte di un moderato rialzo termico e di un mattino prevalentemente buono, potrebbe seguire un pomeriggio nuovamente a rischio di temporali.  Ma sarà da giovedì pomeriggio che assisteremo ad una nuova vivace accentuazione dell’instabilità per altri apporti di aria fresco-umida dal nord Europa in grado di riaccendere l’interruttore di nubi ed annessi fenomeni.

Fosche nubi sull’evoluzione a medio/lungo termine

In sintesi, perciò, dimentichiamoci che questa fase primaverile possa trascorrere con l’idea di una stagione dal meteo clemente o dalla progressiva affermazione della cosiddetta bella stagione. Non è ancora giunto il tempo per poterci scrollare di dosso le tante anomalie occorse in stratosfera lo scorso inverno, di cui paghiamo ancora ora le conseguenze. Si spera possa essere fine aprile il tempo della riscossa per una maggiore stabilizzazione atmosferica, ma questo al momento è solo un auspicio e non affatto una scientifica linea di tendenza meteo, che anzi al momento, carte alla mano, non sembra presagire nulla di buono.

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