Nuova ondulazione ciclonica in vista. Scirocco pronto a rifare la voce grossa

C’è stato giusto il tempo di tirare un sospiro di sollievo dalle cattive condizioni meteo – e di iniziare la conta dei danni della pesante ondata di maltempo che ha colpito mezza Italia (una nazione fragile sotto il profilo idrogeologico e pessimamente gestita dal punto di vista politico-programmatico) – prima di essere costretti a considerare la previsione di nuove, importanti condizioni di allerta, che a breve getteranno di nuovo nello sconforto parte delle regioni già investite nei giorni scorsi dalle avverse condizioni meteorologiche.

Difatti, una nuova ondulazione ciclonica di matrice atlantica sta avanzando da ovest e a breve essa determinerà un sensibile peggioramento del tempo sul centro-nord Italia, a suon di piogge localmente consistenti, temporali, venti forti e nevicate abbondanti sui settori alpini.

Sardegna, Liguria, Toscana, Alpi e Nord-Est saranno le aree che riceveranno in questo caso gli apporti precipitativi più rilevanti, ma sarà gran parte del territorio italiano alle prese, ancora una volta, con le correnti sciroccali da forti a molto forti, che precederanno in una prima fase (tra domani e dopodomani) l’arrivo del fronte nuvoloso, collegato alla saccatura atlantica, ed alimenteranno in una seconda fase (nel weekend) la formazione di un altro minimo di bassa pressione attorno alla Sardegna, che muoverà poi verso il nord Italia.

Con questo tipo di configurazione, il nostro settore di precipitazioni in realtà ne vedrà poche e saranno probabilmente quelle limitate alla sola seconda parte di domenica, ma per ciò che attiene alla ventilazione, lo Scirocco riprenderà a soffiare con intensità da moderata a forte sin da domani, presentandosi con raffiche fino a Forza 6 almeno in tre momenti: durante la seconda parte di venerdì, nelle ore centrali di sabato e nella prima parte di domenica.

In sintesi, perciò, avremo ancora poche ore di tempo prima di ritrovarci con il fastidioso impeto dello Scirocco, con l’umidità eccessiva e con le nubi che riprendono il sopravvento sul sole, mentre, al contrario, di tempo per registrare ancora valori termici di stampo più autunnale che invernale sembra che ce ne sia tanto.

Basta guardare, infatti, il digramma ENSEMBLE del modello americano GEFS (sopra), che continua a delineare – addirittura sino al termine di novembre – un andamento termico completamente privo di affondi freddi e perciò con temperature o allineate a quelle delle medie stagionali o di poco superiori a tali valori. Per farla breve, per ora d’Inverno dalle nostre parti non se parla proprio ed è pure giusto che sia così, giacché l’Autunno, almeno quello vero, da noi è cominciato giusto da un paio di settimane.

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