Retrogradazione fredda da est del 23-25 marzo 2020. L'analisi delle tre ipotesi in campo

Premesso che fino a sabato succederà poco o nulla, concentriamoci su quel che accadrà a partire da domenica sotto il profilo meteorologico.

A fronte di un forte incremento di pressione sul nord Europa, in successiva progressione verso la Scandinavia e la parte settentrionale del comparto euro-asiatico, dall’Artico russo si metterà in moto in senso retrogrado un nucleo di aria gelida che punterà verso sud-ovest, in direzione dei Balcani. Qui, tuttavia, finiscono le certezze, giacché la sua successiva traiettoria appare ancora incerta, essendoci al momento almeno tre ipotesi tuttora meritevoli di una qualche considerazione e logica.

1a ipotesi

Se la struttura altopressoria terrà con una certa forza anche sul comparto centro-occidentale europeo (Francia, per intenderci), è probabile che il vortice ciclonico ricolmo di aria molto fredda punti in direzione del centro-sud Italia, coinvolgendo anche il nostro settore in una fase di crudo stampo invernale.

2a ipotesi

Se così non dovesse essere, e se pertanto la struttura di alta pressione sul nord Europa e sull’Asia occidentale dovesse migrare rapidamente verso la Russia e lasciasse un vuoto sulla parte centro-occidentale del continente europeo, è probabile che il nucleo gelido viaggi con traiettoria est-ovest, restando ben oltre la nostra latitudine (cioè più a nord), investendo in pieno solo il nord Italia. In questo caso, l’influenza di questa spazzata fredda –  un po’ in stile aprile 2003 – provocherebbe sul basso Adriatico solo un tenue afflusso d’aria fredda con temperature di certo in calo, ma senza particolari ulteriori ripercussioni sul fronte termico, ma forse con una probabile ciclogenesi mediterranea, associata a piogge anche molto consistenti.

3a ipotesi

L’altra ipotesi, un po’ meno contemplata dalle diverse emissioni modellistiche, ma comunque ancora in ballo, è quella più ottimistica. Vede il grosso del nucleo gelido restare complessivamente più ad est dell’Italia, tanto da riuscire solo a provocare un modesto calo termico, senza altri effetti particolari per ciò che ci riguarda.

Pertanto, ad oggi, l’unica cosa certa è che le temperature della prossima settimana saranno ben diverse da quelle di questa settimana e, per la verità, di gran parte dell’ormai trascorso inverno, ma da ciò a ritenere che andiamo incontro ad un assalto freddo di stampo russo-siberiano che investa in pieno il nostro territorio, almeno per ora, ce ne passa!

Certo, per dovere di cronaca, va rimarcato che, qualora la prima ipotesi dovesse essere quella che effettivamente troverà riscontro da lunedì in poi, allora dovremo mettere in conto una passata invernale di pieno rispetto con conseguenze, che andrebbero dal fortissimo calo delle temperature all’eventualità di precipitazioni nevose anche a bassissima quota, specie tra martedì sera e mercoledì.

Analizzando l’ultima emissione modellistica disponibile (run deterministico del modello americano GFS delle ore 12), ancora tuttavia suscettibile di fluttuazioni anche notevoli, e perciò ancora poco affidabile, e interpolando i dati con altri modelli matematici che maggiormente tengono conto del microclima del nostro settore, è possibile tracciare il sunto previsionale dei prossimi giorni:

  • (attendibilità 95%) Venerdì e sabato: bel tempo con temperature primaverili (massime fino a 19/20 gradi);
  • (attendibilità 65%) Domenica: nubi in aumento e possibili piogge dal pomeriggio, con venti di Tramontana in intensificazione e primo deciso calo termico entro sera;
  • (attendibilità 55%) Lunedì 23: nuvolosità irregolare, più intensa dal pomeriggio con possibili rovesci. Clima freddo invernale con punte minime di 4/5°C);
  • (attendibilità 45%) Martedì 24: occasioni per precipitazioni intermittenti, anche a carattere nevoso, con quota neve in abbassamento fino a bassa collina, se non pianura. Freddo intenso e venti tesi di Tramontana o Grecale.
  • (attendibilità 35%) Mercoledì 25: maltempo con possibili precipitazioni nevose anche di una certa consistenza e con possibili accumuli al di sopra dei 2-300 metri di altitudine.

Come si evince dalle percentuali di attendibilità previsionale, espresse prima delle previsioni per ciascuna giornata, le indicazioni sopra riportate NON SONO al momento da ritenersi un vero e proprio bollettino previsionale, ma solo l’esplicazione di una delle ipotesi in campo. Nel corso dei prossimi giorni si cercherà di entrare maggiormente nel dettaglio, man mano che le varie emissioni di ciascun modello matematico convergano verso una linea più univoca e credibile, sebbene, come sempre accade in casi di retrogradazioni fredde da est, solo un paio di giorni prima dell’evento è possibile stilare in concreto una previsione puntuale ed affidabile.

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