Sulle onde dell’inquietudine atmosferica. Cosa bolle in pentola?

Da giorni, ormai, le varie corse dei modelli matematici snocciolano per i prossimi giorni scenari tanto contrastanti quanto dinamici. È di sicuro il segno più tangibile, e per ora il più concreto, di scombussolamenti di una certa portata, che potrebbero decidere le sorti del nostro Inverno e avere ripercussioni concrete per buona parte della sua durata.

Tra gli esiti ancora molto incerti dello Stratwarming e la potenziale discesa del gelo artico, le carte meteo stravolgono quotidianamente le loro emissioni e lasciano al momento intendere soltanto che qualcosa di grosso bolle in pentola, senza tuttavia mai stabilire definitivamente chi alla fine sarà “bollito”. È la meteorologia: storia di una scienza inesatta, che mai potrà essere una “pre-visione” di eventi futuri, ma solo la probabilità, via via maggiore, che gli eventi futuri “pre-visti” possano diventare qualcosa di paragonabile alla realtà concreta.  

Detto ciò, ecco a cosa andiamo incontro a partire da domani, seppur con tutte le limitazioni delle “pre-visioni” future, che con ogni probabilità potrebbero cambiare nel giro di un aggiornamento modellistico.

Da giovedì a sabato: lungo un flusso di correnti instabili, ma abbastanza miti da ovest/sud-ovest, si sviluppano condizioni di variabilità perturbata con tempo perlopiù grigio, a tratti piovoso (specie seconda parte di giovedì, venerdì pomeriggio, notte tra sabato e domenica), con temperature stabili, minima escursione termica (valori grossomodo compresi tra i 7 e gli 11°C).

Domenica: un prepotente e sfacciato cuneo di alta pressione di matrice africana si avvicinerà all’estremo sud Italia e determinerà un’impensabile “piccola estate transitoria” tra Sicilia e versante ionico di Calabria, Basilicata e Puglia, con valori termici che schizzeranno fino a 22/24°C, specie nelle aree sottovento e soggette a fenomeni di tipo favonico (surriscaldamento per compressione). La Puglia centro-settentrionale ne sarà interessata in modo molto meno accentuato. Nondimeno, domenica potremmo comunque registrare massime tra 15 e 17°C, specie se il sole dovesse fare capolino più di quanto ora previsto (sarà una giornata prevalentemente nuvolosa).

Da lunedì in poi si apre una fase generalmente più fredda dovuta ad un radicale cambio della configurazione barica sullo scacchiere europeo. Ad ovest del continente s’imporrà un maestoso Anticiclone delle Azzorre, che farà propendere verso il basso l’altro braccio della bilancia barica europea. In soldoni, aria fredda di estrazione polare s’impossesserà del settore orientale del continente, ma non è dato di sapere al momento quanta porzione dell’Europa orientale colpirà e quindi che influenza avrà tale evento sull’Italia (specie quella orientale, come la Puglia, più esposta a questo tipo di circolazione). Sotto questo profilo, le interpolazioni modellistiche al momento fluttuano vistosamente e rapidamente e non hanno affatto inquadrato ciò che realmente potrebbe accadere nel corso della prossima settimana.

Fatto salvo un rientro dei valori termici nell’ambito delle medie stagionali, va difatti ancora decifrato se il Fronte Polare possa avere l’agio di tuffarsi pienamente verso sud, innescando una cruda fase invernale su Balcani e regioni adriatiche (ipotesi del modello americano di stamattina, peraltro già ritrattata), oppure se la spinta anticiclonica da ovest prevarrà (emissione odierna del modello europeo), relegando l’affondo polare ben più ad est del nostro comparto, tanto da non interessarci per nulla.

Come sempre, ai posteri (ai prossimi aggiornamenti) l’ardua sentenza.

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