La fine del dominio anticiclonico e il cambio della guardia al “governo meteorologico” d’Europa

Con ogni probabilità restano ancora altri 3 giorni all’alta pressione per dettare le sorti del tempo su buona parte d’Europa, Italia compresa. S’intravede, infatti, la “luce” in fondo al tunnel di questa anomalia pressoria straordinaria e duratura, che sta determinando un’assenza di precipitazioni prolungata, che dura ormai da 18 giorni e che in totale – se tutto andrà come da previsione e se perciò dovesse protrarsi fino al termine della settimana – si caratterizzerà per ben tre settimane di totale assenza di piogge in uno dei periodi, peraltro, che, almeno statisticamente, sarebbe dovuto risultare tra i più piovosi dell’anno.

Quel che accadrà a partire dal prossimo fine settimana, e che noteremo con più evidenza forse solo dall’inizio della prossima settimana, è il progressivo calo in quota dei geopotenziali, con erosione e successivo annullamento del surplus pressorio sul nostro comparto e su buon parte dell’Europa centro-settentrionale ad opera del Vortice Polare.

Si, la rediviva trottola depressionaria a carattere freddo dell’emisfero boreale sembra intenzionata a tornare protagonista sul suo naturale scenario d’azione invernale, ma senza per questo entrare in scena a gamba tesa, come molti si sarebbero aspettati, stanti i continui assilli della solita stampa meteorologica “ad effetto”, che ad ogni seppur minima tendenza delle carte meteorologiche verso possibili scenari più freddi tende a pronosticare eventi meteorologici di chissà quale portata.

Dall’analisi e dall’interpolazione tra le diverse emissioni modellistiche, al contrario, si evince semplicemente – anche se non è di poco conto – un cambio della guardia al governo meteorologico d’Europa. Il «legittimo titolare» del potere invernale sul nostro continente riprenderà a girare vorticosamente e a consentire o un normalissimo deflusso di aria umida di origine nord-atlantica e/o l’instaurazione di un altrettanto usuale ondulazione del getto in uno scenario di media variabilità, tipico del tratto stagionale compreso tra fine inverno e inizio primavera.

Cosa cambierà in sostanza dalle nostre parti? Farà più freddo?

A tratti probabilmente sì, ma senza alcun eccesso e senza pericoli per la vegetazione di molti arbusti ormai in fiore, almeno per la scadenza previsionale dei 10/15 giorni canonici, che è l’unica maggiormente supportata da un certo grado (seppur via via decrescente) di affidabilità.

Torneranno le piogge intense?

Probabilmente no. Lo scenario che si delinea vede al momento curvature cicloniche non particolarmente incisive o tali da generare ciclogenesi mediterranee atte a provocare forti precipitazioni. Da domenica 7 in poi, semplicemente diverrà più frequente un tipo di tempo più dinamico, a tratti accompagnato da piogge di debole o moderata entità.

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