Dov’è finito “marzo pazzerello”? Ahinoi, ce lo ritroveremo nella seconda metà del mese

Marzo sin qui non è stato un mese in linea con le aspettative. Poca la pioggia, assenti gli scambi termici, tipici del periodo di transizione tra inverno e primavera, e molte invece le giornate con tempo sostanzialmente primaverile, decisamente anzitempo rispetto alle medie statistiche.

E se si eccettua l’attuale fase di relativo maltempo, seguita da un paio di giorni con temperature un po’ più invernali (oggi e domani), tra venerdì e domenica torneremo a vivere una fase di tempo stabile e per certi versi ancora molto simile a quella vissuta fino a ieri.

I modelli matematici delineano una netta svolta dal 15 marzo

Tuttavia, i modelli matematici si stanno velocemente allineando nel delineare una svolta a medio termine, che rappresenterà probabilmente una nettissima inversione di tendenza rispetto a quanto sin qui registrato nell’andamento meteo di marzo.

Difatti, a partire da lunedì 15 cambierà decisamente la configurazione barica che regge le sorti del tempo in Europa ed anche in Italia. A determinare il cambio di rotta del mese più pazzo dell’anno sarà l’Anticiclone atlantico. La grande cellula di alta pressione oceanica punterà repentinamente verso le Isole Britanniche e l’Islanda consentendo – più ad est – al Vortice Polare di scivolare rapidamente verso sud attraverso un’ampia e profonda saccatura, ricolma di aria fredda in quota.

Cambio di passo: instabilità e freddo

Ciò comporterà inevitabilmente un cambio di passo, con una marcata instabilizzazione atmosferica, l’arrivo di condizioni di tempo a tratti perturbato, alle quali si unirà una diminuzione delle temperature piuttosto sensibile, tale da riportare la neve anche a quote medio/basse.

È chiaro che si tratterà, da un lato, di un riallineamento – anzi in questo caso di una emersione – delle peculiarità meteo-climatiche tipiche del mese in corso, ma, dall’altro, del palesarsi della possibilità che, qualora gli affondi freddi di matrice artica dovessero risultare troppo incisivi (al momento, comunque, non sono attese ondate di gelo, ma solo di freddo), il rischio di avere più danni che benefici da un simile ribaltamento delle condizioni meteo risulterebbe assai concreto.

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