Caldo in accentuazione, la terza onda subtropicale mette radici

Ci siamo fermati a 33.4°C di massima… per oggi. Non è di certo una temperatura abnorme, ancor più ora che siamo entrati ufficialmente in Estate, ma quel che preoccupa maggiormente in questo momento, specie guardando la linea di tendenza che delineano le carte meteo per i prossimi giorni, è la persistenza del caldo, non tanto la sua intensità in termini di picchi di calore.

Per dirla ancor più chiaramente: preferireste due o tre giorni a 40 gradi o una settimana (se non 10 giorni) con temperature persistentemente su valori compresi tra i 33 e i 36 gradi?

In molti probabilmente sceglierebbero la prima alternativa, ed invece quella che si prefigura è la seconda opzione.

L’onda calda che da oggi sta sormontando con il cupolone anticiclonico di matrice subtropicale il Mediterraneo centro-occidentale e l’Italia è di quelle pervicaci, insistenti, capaci di tenere intrappolati sotto di sé per giorni e giorni calore e umidità senza soluzione di continuità, asfissiando la stragran parte della popolazione con pesanti disagi di ordine bioclimatico.

I giorni peggiori, peraltro, per quel che ci riguarda più da vicino, devono ancora arrivare. Domani probabilmente sarà uno di quelli, ma, purtroppo, non sarà il solo. Difatti, un’ulteriore spinta del caldo subtropicale dovrebbe giungere sul nostro settore durante la prima parte della prossima settimana, quando il termometro potrebbe superare i 35°C, con ulteriore aggravamento della sensazione di afa.

Uno dei momenti peggiori di questa ondata di caldo fotografata dall’analisi prevista dal modello americano GFS per l’inizio della prossima settimana

Per fortuna, dalle nostre parti il tasso di umidità in caso di ondate di caldo non è mai elevatissimo (come lo è quello di alcune aree tropicali marittime o, per restare in Italia, quello della Pianura Padana o di alcune località marittime del Tirreno). Il problema è che anche un 35/40% di tasso di umidità, unito a valori di 35/36°C produce comunque un forte disagio fisico, soprattutto se la ventilazione è scarsa o assente e se, anche nelle ore notturne, il termometro, specie in città, non scende sotto i 25°C.

Teniamoci pronti, allora, e cerchiamo di usare le già più volte ricordate, elementari regole di “sopravvivenza” al caldo intenso: bere molta acqua, non esporsi al sole nelle ore più calde della giornata, vestirsi con abiti leggeri, di colore chiaro e di fibra naturale, mangiare moderatamente e preferibilmente cibi leggeri e ricchi di acqua e sali minerali, come frutta e verdura.

Se possibile, infine, tenete l’aria condizionata a non meno di 25°C, e non solo per questioni di ordine economico/ambientale, ma soprattutto per evitare pesanti sbalzi termici, molto nocivi per il corpo umano.